stupidarichVeniamo invitate a prendere un tè nella villa hollywoodiana di una amica di amici.
Gli amici sono gay e l'amica è bisex.
La villa è nella periferia romana.
L'amica è molto più grande di quanto pensassi.
Noi portiamo i dolcini ma invece del tè, alle cinque, ci servono champagne.
A me viene da ridere, Ms.P. chiede dell' acqua.
I discorsi passano rapidamente da "belle le piastrelle del bagno" a "sono una fan dello scambismo", "vestita sono così così ma nuda sono meglio...".
Con noi, ci sono PJ (che non coglie il senso e si lascia coninvolgere in un corso accellerato di burraco) e la psicologa (paragonata a una statua di Venere) oggetto delle attenzioni della vecchiarda padrona di casa.
All' ennesima descrizione di sesso di gruppo (con tanto di particolari), Ms.P. spara tutto il suo perbenismo e chiede di andare in bagno. La vecchiarda, l' accompagna.
Guardo l'orologio: se non torna entro 10 minuti, corro su per le scale.
Dico "stop" al vino, io volevo il tè, perdio.
Mi guardo intorno (la conversazione a questo punto verte su lirica e campeggi naturisti) e noto tra i tanti libri sul tavolino, una pila di Playboy.
Cerco di mandare segnali di fumo a Ms.P. che guarda nervosamente l' orologio.
Quando siamo in macchina, parte il dibattito. E le risate sono irrefrenabili.
Ms.P., non per insistere, ma IO te lo avevo detto.
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