Stupidarich
venerdì, 20 novembre 2009
21:38
Pubblicato daautorestupidarich
Ho dovuto aggiungere un nuovo tag per questo post "cose che cambiano la vita", perché quando una rinomata docente universitaria commenta le tue (s)fortune professionali con un "anche lei è del leone!", niente può più essere come prima. Niente.


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martedì, 17 novembre 2009
13:33
Pubblicato daautorestupidarich
  1. Dedicarmi ad una giornata di shopping selvaggio
  2. Riempire la vasca da bagno di bolle (quando Ms.P.è fuori) e passarci un pomeriggio
  3. Finire di leggere il romanzo della Mazzucco (che, a forza di stazionare sul mio pseudo-comodino ormai ha messo le radici)
  4. Iniziare a scrivere la tesi
  5. Vedere la mamma
  6. Spendere tutti i denari (sopravvissuti allo shopping del punto 1) per un portatile nuovo
  7. Convincere Ms.P. ad ordinare la poltrona ad uovo


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lunedì, 16 novembre 2009
17:12
Pubblicato daautorestupidarich

Il senso, come la lingua, nasce a partire dalle differenze. Annullarle, sopprimerle corrisponde ad annientare la significazione.”

Luce Irigaray, Parlare non è mai neutro


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giovedì, 12 novembre 2009
18:41
Pubblicato daautorestupidarich
Ogni tanto, Ms.P. (che si sveglia sempre prima delle 8) non urla il mio nome da una stanza all'altra, si avvicina piano piano con un aroma caldo di caffé, non alza le tapparelle, mi dice cose-carine-che-non-capisco e mi stampa un bacio.
Stamani mi ha interrotto durate un sogno pesante e mi sono svegliata di ottimo umore.
Ho bevuto il caffé e, non so come, abbiamo litigato perché lei non capisce il mio (dis)ordine.
Ha brandito l'aspirapolvere e io sono scesa con i cani e i miei pensieri.
Amo il mio (dis)ordine, perché delimita i miei spazi.


Ms.P. è dei gemelli: cambia idee come mutande, minimo due al giorno.
Non mi ci abituo mai. E ogni volta è una sorpresa.
Il sereno è tornato e le nuvole sembravano diradate in un batter di ciglia.


Mi ha accompagnata all'università.
Avrei dovuto incontrare la mia relatrice: ho finito gli esami (21) in una sola sessione e a luglio le ho chiesto la tesi (anzi lei me l'ha chiesta).
Ci siamo viste un paio di volte: "ma no, cocca, il tuo è un argomento da encilopedia", "mandami una mail, ci prendiamo un caffé e ne parliamo" e sono passati 4 mesi.
Alla quarta buca consecutiva senza preavviso (e visto che non mi risponde alle email), mi sono incazzata e ho deciso di cambiare.
La prof. "di riserva" non c'era ma almeno c'era un (pre)avviso.


Tornata a casa, dopo tram, metro e un autobus, ho parlato per ore mentre Ms.P. tentava invano di riposare.
Per interrompere le mie riflessioni epistemologiche, ha simulato dolori vari e imprecisati, così ho affogato i pensieri in una cioccolata bollente.


Io: "Mi aiuti a scrivere un' email alla relatrice?"
Ms.P.: "Sì ma prima piantami i peperoni nella fattoria (n.d.a. Farmville di Facebook)!"
Io: "La mia tesi è più importante dei tuoi peperoni!"
Ms.P.: "E no, hai controllato che non mi si secchino le ananas?"


Le ananas non si sono seccate, ho piantato peperoni, patate e installato una vigna.
E sulla fattoria splende il sole.


Un giorno, un amico mi disse: "se senti delle gocce ma non ci sono nuvole, è perché un piccione ti ha pisciato in testa."




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sabato, 07 novembre 2009
16:40
Pubblicato daautorestupidarich

Sono stata chiamata ad intervenire, in qualità di "esperta", a una conferenza.
Superato l'inizale "sono figa" e  "il mio nome sulla pubblicazione degli atti del convegno starà tra X e Y",  passando per l'ovvio  "Ms.P. renditi conto con chi ti accompagni...", sono definitivamente approdata alla fase"perdioilgiornosiavvicina".


Il mio intervento (di ben 20 minuti - che non vale che io parlo velocissimo) sarà su "linguaggio, sessismo e web nell'università".
Ora.
La mia candidatura è stata proposta dalla professoressa che organizza il convegno. Ha scelto me (che odio la linguistica) e IL secchione.
Non un secchione. La personificazione dell'idea platonica del secchione. Lui sa tutto. Di linguistica. Di statitisca. E di gran parte dello scibile umano.
Stiamo sorellizzando (che fratellizzando non si fa/dice). Ormai giro in facoltà con lui e la professoressa (di cui sopra) ovunque: dai corridoi della facoltà ai tavolini del bar dell'università.


Caro Babbo Natale, cara Befana, caro Harry Potter, caro Gesù, caro Clark Kent, vi prego, non fatemi incontrare nessuno che conosca, anche solo lontanamente.


Come se non bastasse, devo trovare la forza per perorare la seguente causa:

- cane maschile singolare -
cana femminile singolare
- professore maschile singolare - professora femminile singolare
etc.


Caro Babbo Natale, cara Befana, caro Harry Potter, caro Gesù, caro Clark Kent, vi prego, il giorno del convegno portate un po' di influenza suina a tutti i miei amici.


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